Termografia aerea con drone: il metodo dell’Architetto Alberto Galleano per diagnosi e decisioni informate
La termografia aerea con drone permette di leggere il comportamento termico di coperture e facciate senza contatto e senza interruzioni. Perché conta per chi progetta, gestisce o riqualifica? Perché riduce l’incertezza: evidenzia dispersioni, infiltrazioni, ponti termici e anomalie impiantistiche prima di pianificare interventi. L’Architetto Alberto Galleano integra le ispezioni termografiche aeree in un percorso di diagnosi tecnica: definizione obiettivi, rilievo radiometrico, analisi, priorità operative. Non si tratta solo di “immagini calde”, ma di dati misurabili che supportano scelte su tempi, budget e qualità. Come cambia un capitolato quando i difetti sono georeferenziati? Come si documenta una baseline energetica utile a un audit o a un contenzioso? In questo articolo vediamo metodo, casi d’uso e criteri pratici.
Cos’è la termografia aerea in ambito edilizio e come si integra nel flusso progettuale. A differenza della termografia da terra, il drone consente copertura completa di tetti, lucernari, giunti e porzioni non accessibili. Con camere termiche radiometriche si acquisiscono mappe di temperatura utili a individuare dispersioni dell’involucro, umidità interstiziale, distacchi di guaine, ponti termici, hot spot su moduli fotovoltaici. Il valore non sta nell’immagine, ma nella correlazione tra segnale termico, materiali, stratigrafie, orari e condizioni meteo. Il metodo richiede pianificazione: obiettivo chiaro, piano di volo, setting di emissività e riflettanza, punti di controllo a terra. Rilevanza normativa: rispetto del regolamento UAS ENAC, valutazione delle aree urbane, procedure di sicurezza e tutela della privacy. Per la qualità della diagnosi si fa riferimento a prassi di prova come UNI EN 13187 per l’involucro.
Consigli operativi per commissionare e leggere un rilievo termografico aereo:
– Definisci l’obiettivo: dispersioni dell’involucro, verifica coperture, impianti, fotovoltaico.
– Pretendi dati radiometrici, non solo immagini: file con temperatura per pixel e report georeferenziato.
– Pianifica le condizioni: ΔT adeguato tra interno/esterno (indicativamente ≥ 10 °C per l’involucro), vento contenuto, assenza di pioggia; prime ore del mattino per tetti.
– Imposta emissività dei materiali e temperatura riflessa apparente; usa campioni o target per taratura.
– Richiedi deliverable chiari: ortomosaico termico, curve isoterme, elenco anomalie con priorità e stima di impatto.
– Integra con dati a terra: termografia interna mirata, termoflussimetro, ispezione visiva, documenti di capitolato.
– Evita errori comuni: interpretare riflessi come difetti, confrontare tetti con irraggiamento diverso, ignorare ombre o accumuli d’acqua.
Contesto locale e bisogni pratici: nell’area di Cuneo il clima con marcata escursione termica rende la termografia aerea efficace per condomìni, edifici storici con coperture in lose o coppi e capannoni industriali. Le coperture estese, gli impianti fotovoltaici e le facciate complesse beneficiano di rilievi rapidi senza ponteggi. La mappatura termica può supportare audit energetici, piani di manutenzione e pratiche legate a incentivi o comunità energetiche. Esempio: in un condominio anni ’90, la lettura dei ponti termici sui balconi consente di quantificare superfici critiche e selezionare dettagli di isolamento mirati; in un’azienda, la verifica dei moduli FV individua stringhe con hot spot prima di un calo di produzione. Per metodo, ambiti e criteri di impiego, vedi l’approfondimento di Alberto Galleano su termografia aerea a Cuneo. Integrare questi output con BIM o con un registro di manutenzione aiuta a programmare interventi e a misurare il ritorno delle azioni correttive.
La termografia aerea fornisce dati utili per diagnosi dell’involucro, controllo delle coperture e verifica di impianti. Inserita in un metodo chiaro, consente priorità d’intervento, riduzione dei rischi e documentazione per audit o capitolati. L’Architetto Alberto Galleano adotta un approccio basato su obiettivi, qualità del dato e correlazioni in sito. Se stai valutando un rilievo, definisci il bisogno, verifica le condizioni operative e confrontati con un tecnico per pianificare tempi e deliverable.





